Se vi chiedessi quale sia la velocità massima consentita ad un veicolo, in un centro urbano, scommetto che rispondereste cinquanta chilometri orari.
Eppure sembra che non sia così. Perlomeno è dipendente dal vostro impiego e dalla vostra confessione religiosa. Questo secondo il parere del signor Luciano Cicioni, giudice di pace di Foligno.
Con una decisione a dir poco discutibile ha infatti sancito che un frate, cappellano d'ospedale, non poteva essere multato per eccesso di velocità, pur avendo raggiunto i 106 km/h, dove il limite era di 50 km/h.
Questo perché il religioso doveva urgentemente officiare una estrema unzione, prima che il beneficiario fosse cadavere.
Il precedente costituitosi è decisamente singolare, in quanto assolve dagli obblighi della sicurezza stradale un'intera categoria di persone: qualunque religioso si dica in urgenza d'intervento, per motivi di fede, ha così il diritto di superare qualsivoglia limite di velocità. Mettendo a rischio la vita di altri viventi.
Mi auguro che la vicenda venga ristabilita all'ordine da un tribunale, più alto in grado.
Speriamo avvenga presto, prima che chiunque si dimostri sacerdote di qualche confessione religiosa richieda l'esonero dalle leggi terrene -- ovviamente dovrebbe beneficiarne non solo la religione cattolica, se fosse preso come precedente, ma anche chi crede negli extraterrestri o negli oroscopi, no?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
Non è solo questione di religione, il problema è più complesso, si tratta di potere. Le "altre religioni" non hanno lo stesso potere (non solo temporale) della Cattolica. Purtroppo questa osservazione non risolve l'"empasse" (inutile eufemismo).
Posta un commento