Ho letto con interesse un articolo di quotidiano, un breve commento su tre libri di più o meno recente uscita, incentrati sulla visione delle religioni da parte dell'ateismo.
Lo spunto più interessante su molti temi è sicuramente in Letter to a Christian nation, di Sam Harris.
In modo molto diretto, tanto chiaro da apparire spietato, lo Harris si chiede cos'è che intendiamo per rispetto, quando parliamo di religioni. Perché in fondo, se si tratta di una religione in cui non crediamo, cosa porta a distinguere il rispetto dal considerarla una comunità di pazzi psicotici?
Cosa ci dice esattamente che una religione è degna di rispetto oppure no?
Perché il primo punto è che sicuramente il culto del mostruoso spaghetto volante, o della dea unicorno invisibile non ricevono il rispetto dedicato ad altre religioni.
La conclusione, fredda, inequivocabile, è che dedichiamo rispetto per una grande ipocrisia: quella che misura quanti sono i fedeli.
Così la stessa fede di Scientology è sicuramente meno rispettata, al confronto, ad esempio con quella Cattolica romana. Leggiamo bene le basi di Scientology (che al link indicato sopra sono descritte) e ci facciamo due risate, per l'assurdità delle affermazioni, eppure non ci sono altrettanti a sorridere delle assurdità contenute nella Bibbia. E ricordo che non è ammissibile deprecare qualche parte della Bibbia, e al tempo stesso dirsi rispettosi della fede Cristiana, o tantomeno praticanti: tutto o niente.
Il mio intervento, a questo punto, è che evidentemente mi trovo a tollerare, vista l'impraticabilità del rispettare.
Si tollerano tante cose in fondo, anche disgustose.
Ma quanta tolleranza si riesce ad esercitare, quando una confessione religiosa pretende di fare pressione anche sulle istituzioni laiche, come nel caso dei recenti DICO/PACS?
Un'altra ipocrisia, facilmente smascherabile, è sulle affermazioni di pace.
Lo Harris ci ricorda che tutti affermano che la propria religione è di pace, salvo poi avere nei libri sacri gli inneggiamenti all'uccisione degli infedeli, con in premio la beatititudine eterna. E' evidente che in queste parole, della pace non c'è ombra.
Per non parlare del dialogo fra religioni: di che cosa mai possono dialogare dei religiosi, se ciascuno di loro ha dei dogmi indiscutibili?
Di potere.
Perché l'unico argomento su cui possono accordarsi è la spartizione del potere, faccenda molto terrena, e causa prima delle guerre, fin dall'antichità.
L'unica cosa certa è il caos in terra. E lo sa Dio, quando finirà.
(Scommetto che se avessi scritto Zeus al posto di Dio, non avreste avuto dubbio che si trattava d'ironia: chiedetevi perché)
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