martedì, febbraio 06, 2007

Oro nero (e altre ricchezze)

Se il petrolio ha guadagnato l'appellativo di oro nero, che si può dire dei carburanti per autotrazione derivati, come benzina e gasolio?

Ad ogni liberalizzazione di mercato seguono proteste, e così è andata anche per la (piccola) concessione sui carburanti, che potranno essere venduti in stazioni di servizio gestite dai grandi supermercati.
In un notiziario radiofonico ho sentito intervistato un signore, di cui non ho sentito il nome, che stava prendendo le difese dei benzinai. La sua osservazione era che in fondo, anche i risparmi di alcuni centesimi al litro, non saranno tali, perché ci saranno poche pompe discount, e gli automobilisti dovranno sorbirsi code e chilometri, consumando il poco guadagnato.
Va da sé che il parere suddetto è del tutto opinabile, ma se fosse davvero così, se il risparmio non ci fosse, allora perché i benzinai sono in sciopero?

Giorni fa ascoltavo un intervento, sempre alla radio, del signor Vittorio Zucconi, che parlando di lotterie (sì, senza nessun riferimento alla benzina) le citò come la tassa sulla stupidità.
Eppure ci sono tasse ancora più subdole e spudorate, come quelle sui carburanti. Per essere corretti, non si tratta di tasse, quanto d'imposte curiose.
Infatti sui carburanti paghiamo prima la cosiddetta accisa, che concorre poi, insieme al valore del bene, al calcolo dell'IVA. Quindi paghiamo un'imposta (l'IVA) che cresce secondo quanto paghiamo un'altra imposta (l'accisa).
Immagino che neppure questa sia una tassa sull'intelligenza.

Un'associazione consumatori aveva denunciato fra l'altro che i prezzi dei carburanti, all'ingrosso, sono quasi tutti uguali, per qualsiasi compagnia. Eppure non vale altrettanto per il prezzo alla pompa, che senza citare i discount già vedono differenze anche di otto centesimi al litro, fra due distributori a 8 km di distanza -- situazione vista con i miei occhi.
Per non parlare dell'altalena dei prezzi, che sfidando le leggi fisiche riesce ad oscillare sempre più in alto che in basso, qualsiasi sia la tendenza del costo della materia prima.

Insomma, le compagnie hanno di che guadagnare, lo Stato ne ha pure lui, i gestori probabilmente assai poco, e tutti gli altri son quelli che pagano.
Nella mia condizione, anche 3 o 4 centesimi risparmiati al litro sono un sollievo.

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