Apprendo oggi che sono state introdotte nuove liberalizzazioni a livello statale, per commercio, professioni ed altro.
Quella che mi ha colpito per prima è in proposito alle licenze dei taxi. L'immagine prima che ho dei taxi, nell'area urbana in cui vivo, mi viene solitamente dal disgusto che provo quando giro per Firenze. Non sono un utente usuale dei taxi, a Firenze mi sarà capitato di usarne al massimo un paio di volte, negli ultimi vent'anni. Il disgusto quindi non è per l'uso del mezzo, quanto per l'ambiente che fa da contorno.
Cito qualche esempio alla rinfusa.
Uno. Già parecchi anni fa, diciamo più di venti, quando sfogliavo una rivista di annunci economici locali, non mancavano mai le vendite di licenze, fra le quali quelli dei taxi. Licenze che costerebbero pochi Euro, ma che essendo limitate nel numero vengono vendute speculando col prezzo, a cifre superiori di un appartamento in centro. E' illegale? Ovviamente. E' contrastato da chi dovrebbe mantenere la legalità? Non credo proprio.
Due. Tempo fa citai di un caso assurdo, la città di Firenze chiusa al traffico nella notte d'agosto, e nessun taxi disponibile. Il turista vuol vivere di notte la città? Vada in una città di mare, Firenze è aperta in orario diurno, come i negozi per turisti ricchi.
Tre. Pochi anni fa un imprenditore pensò di proporre dei ciclo-risciò, dei tricicli a conduzione umana, per portare i turisti in giro per la città. Comprò i cicli, assunse personale, cominciò a farli girare per la città. In attesa della licenza di trasporto giravano solo a vuoto.
Aveva creato un settore, generato possibili entrate economiche, offerto nuovo lavoro, insomma tutto sembrava positivo. Ma non per il Comune di Firenze. Si alzò subito un polverone politico, sulle parole di "gente che pedala come schiavi", piuttosto incomprensibili per chi l'aveva scelto come lavoro e sarebbe stato pure pagato bene.
Con la felicità dei tassisti fu bloccato tutto, via i mezzi ecologici, via la concorrenza.
Di recente leggevo che tutte le città europee più moderne, più evolute, hanno un servizio del genere ormai, visto l'inquinamento ridotto e l'alternativa al taxi che rende il tragitto una felice camminata per i turisti.
Epilogo. Se tanto mi dà tanto, e le liberalizzazioni saranno appunto lasciate ai Comuni, son proprio curioso di vedere quale ennesima aberrazione sfornerà Firenze, grazie alla reiterata ottusità di chi l'amministra.
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