Il dubbio era se usare in alternativa l'aggettivo furiosa, che descrive altrettanto bene alcune corse verso il bene dell'ambiente. Sfortunatamente si tratta come al solito di annunci sensazionalistici, più demagogici che pratici, così mantengo il primo aggettivo.E luce fu
Pare che sia allo studio un piano d'interventi, a livello statale, sulle tematiche ecologiche e i consumi.
Se rileggete la frase sopra con un traduttore simultaneo, dal linguaggio della politica a quello del mondo reale, l'avrete già interpretato con "chiacchiere per far pagare dei consulenti e fingersi interessati all'ambiente".
La notizia che però mi ha colpito è la proposta di eliminare le lampadine a incandescenza dal 2012. Sì, l'idea è di eliminarle in favore di quelle a risparmio energetico, perlopiù fluorescenti. Quelle che ogni giorno vi infastidiscono, perché non si accendono mai come si vorrebbe, perché creano un'illuminazione spesso fastidiosa o troppo fredda.
C'è un aspetto da non sottovalutare.
La lampadina elettrica a incandescenza mantiene ormai da tempi memorabili alcuni primati, non sempre invidiabili. Anzitutto è una delle poche invenzioni che ha mantenuto così a lungo il suo aspetto originario, senza particolari innovazioni.
La pecca peggiore è invece nel suo rendimento, che a fatica raggiunge il 10%. Tradotto in soldoni, per chi non è pratico di fisica, significa che su 1 Euro speso in bolletta della luce, per una lampadina a incandescenza, paghiamo dieci centesimi per la luce generata. E gli altri novanta centesimi? Per il calore generato dalla lampadina.
Risulta lampante lo spreco di questa forma d'illuminazione.
Le lampade fluorescenti aumentano notevolmente il rendimento.
Prendendo un paio di modelli a caso, dal catalogo Osram: data una lampadina da 100 Watt a incandescenza, si ottiene lo stesso flusso luminoso con una lampada da 23 Watt a risparmio energetico, ovvero fluorescente (1500 lumen con il modello DEL LL 23W/827 220-240V E27 FS1).
Sono un po' dispiaciuto dalla futura dipartita di un'invenzione così semplice, come la luce elettrica tramite incandescenza, che in fondo ci ha fatto racchiudere la scoperta del fuoco in una palla di vetro. E' un pezzo di storia dell'umanità.
Vedrei quindi più volentieri un'addizionale da pagarsi per le lampadine a incandescenza, poterle quindi acquistare a un prezzo più alto, piuttosto che eliminarle per proibizionismo.
Ora viene da chiedersi: tutta questa energia nel diventare ecologisti compenserà davvero l'energia di altro genere, quella elettrica?
Conto come innumerevoli le occasioni, in cui passando vicino a edifici pubblici, di enti Statali, scuole, in mezzo alla notte ho trovato luminare degne di un Santo patrono.
Insomma, perché l'Università degli Studi di Firenze tiene accese centinaia di lampade la notte del sabato e della domenica, in aule vuote?
E non si trattava di normali lampade a incandescenza, ma di lampade a scarica di gas da centinaia di Watt ciascuna. Non è forse uno spreco più considerevole, rispetto a un normale uso casalingo?
Corrente elettrica e correnti d'opinione
E in fondo vogliamo tutti l'ambiente più pulito. Oppure no?
Mette qualche dubbio la costituzione di comitati, sempre più numerosi, che si oppongono alla costruzione di generatori eolici. Sì, non pensavo alle centrali termoelettriche, alimentate a carbone o olio combustibile, ma proprio all'energia dal vento, generata senza residui nell'ambiente.
Nelle parole del signor Carlo Ripa di Meana, "l'eolico non risolve nulla, perche' il suo risultato energetico e' modesto a fronte di un devastante impatto ambientale e paesaggistico."
Evidentemente per il signor Ripa di Meana è decisamente migliore l'impatto ambientale delle centrali elettriche che producono inquinanti: meglio rischiare un tumore domani, che vedere un mulino a vento oggi.
C'è chi lamenta, come un noto produttore di vini, che "la presenza delle pale comporta un grave danno all'immagine dell'azienda". E l'immagine di un'azienda viene sempre prima della qualità della vita, si sa.
Resta una lamentela valida quella di chi dice gli aerogeneratori rumorosi. A me è capitato di passare vicino a un grosso impianto in Spagna, molti anni fa, e ricordo benissimo il problema. C'è da dire però che la tecnologia dovrebbe tendere a ridurre questo impatto, e sinceramente non ho sperimentato l'impianto sopra contestato.
Insomma, l'energia eolica riceve grande plauso dalla International Energy Agency, per l'impatto ambientale e i costi energetici sempre in calo, ma nessuno la vuole a casa propria.
Così in Italia importiamo una quantità enorme di energia elettrica dall'estero (nel 2001 è stata l'ottantacinque per cento del fabbisogno), ma quella che potremmo farci in casa, senza inquinamento, proprio non la possiamo tollerare.
Mi pare evidente che se non si riescono a trovare accordi sulle forme di energia più favorevoli, non inquinanti, sulle altre non possono che esserci idee ancora più confuse.

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