Ora, infatti, il signor Cesare Previti, per citarne uno, è stato costretto a dimettersi dall'incarico. Vive in detenzione domiciliaria, con tanto di permesso per uscire di casa, scortato dalle guardie, s'intende. Con una certa età, e come ho già osservato altre volte, che chiedere di più dalla vita?
Dopo che ha spadroneggiato con arroganza, corrompendo magistrati, per raggiungere fini economici propri e dei propri clienti.
Ecco cosa chiedere: la sospensione della pena.
E' cambiato decisamente qualcosa, ora infatti non ha più bisogno di essere nel Governo, per manovrare le leggi, c'è comunque chi lo farà per lui.
Chi è il signor Clemente Mastella? Che copra la carica istituzionale di attuale Ministro della Giustizia è un dato di fatto. Aldilà di questo però, chi è il personaggio?
E' nella maggioranza di Governo come "appoggio esterno". In che cosa si traduca è evidente: la garanzia che il cambio di maggioranza non porti eccessivi disagi a chi ha ceduto il passo.
Il personaggio che rappresenta è un vero monito. Sta a significare infatti che non c'è stata nessuna svolta epocale. Che il suo saltellare da destra a sinistra sarà una continua garanzia, perché qualcuno possa sempre svicolare dalle maglie della Giustizia. Lui si accontenta di essere sempre al potere, in qualche modo, ricambiando una parte o l'altra.
E' il vero politico, abile maneggiatore, sempre con le mani nella peggiore melma, da cui le tira fuori pulite come quelle di un chirurgo, in apparenza.
Sarebbe anche curioso sapere chi sia quell'uno virgola quattro per cento d'italiani che l'ha messo lì dov'è. Sì, perché grazie ad una percentuale così esigua di voti, in questa approssimazione incerta della democrazia, ha ottenuto un ruolo chiave.
Un ruolo che permetterà a breve, molto probabilmente, di liberalizzare i reati di concussione, corruzione, abuso d'ufficio, e chi più ne ha più ne metta.
Questa è di sicuro una liberalizzazione contro cui scenderà ben poca gente in piazza, complice anche la calura estiva e la transumanza degl'italiani al mare.
E' da solo, che deve sostenere il suo delicato incarico, il signore detto sopra?
No, decisamente no. Non è il solo politico capace nel rimestare nel torbido, per garantire solidità a se stesso e a chi appoggia. Cito ad esempio una frase, già citata anche nel weblog di Marco Travaglio di oggi
"Se non lasciamo nel testo la possibilità di far beneficiare dell'indulto anche Cesare Previti, Forza Italia non voterà con noi questo provvedimento. E vorrei ricordare a tutti che il quorum per farlo passare è di due terzi".
(Pierluigi Mantini, capogruppo dell'Ulivo in commissione Giustizia, Ansa, 20 luglio 2006).
Insomma, gli affari sporchi sono un fenomeno del tutto trasversale.
Vorrei soltanto che qualcuno ci spiegasse la Giustizia, di tanto in tanto, per ricordarci cos'è, come funziona, e perché è tanto scomodo applicarla in questo Paese.

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