sabato, luglio 29, 2006

Contattaci

Nei primi tempi di larga diffusione del world wide web, o come ormai si definisce, con la (quasi) completa perdita di padronanza dell'acronimo, il www, tutti quelli che c'erano volevano esserci. Le pagine web, visitabili con il browser Mosaic, oppure con le prime versioni di test di Netscape, erano di una forma oggi apparentemente grezza.
Chi aveva occasione, come me, di connettersi con i modem alla massima velocità dell'epoca, a poco più di 14-16 kilobit per secondo (per i fortunati), sembrava comunque lento. Inesorabilmente lento, anche se le poche pagine avevano scarsi contenuti grafici.
Non esisteva ancora l'ormai diffuso Internet Explorer di Microsoft. In effetti Microsoft rifiutava l'idea che Internet potesse prendere piede, come ho già scritto altre volte. Erano pienamente convinti di far diventare MSN l'unica rete mondiale, così come si avviavano a far diventare Microsoft Windows il sistema operativo più usato. I fatti (fortunatamente) dettero loro torto, e ne potete avere una riprova consultando il menù '?' di Internet Explorer, alla voce 'Informazioni su Internet Explorer', dove recita
Basato su NCSA Mosaic. NCSA Mosaic® è stato sviluppato dal National Center for Supercomputing Applications presso l'università dell'Illinois a Urbana-Champaign ed è distribuito in base ad un contratto di licenza della Spyglass, Inc.

perché in effetti hanno dovuto prendere in fretta e furia qualcosa di funzionante, visto che il mondo stava scoprendo Internet, la rete che per Microsoft era una bolla di sapone.
Basti sapere che Microsoft Windows 95, nelle sue versioni di test non prevedeva comunque il supporto TCP/IP (la base del supporto Internet), era necessario rivolgersi al supporto di terze parti, come Novell.
Tutto questo nonostante già dalla piattaforma Microsoft Windows 3.1 fosse possibile usare Internet.

In quei tempi primordiali tutti ci tenevano a farti conoscere il loro indirizzo e-mail di contatto.
Era una cosa nuova, le pubblicità indesiderate non avevano ancora fatto capolino nelle cassette postali elettroniche, non si poteva sottovalutare un gesto di benevolenza verso l'utente.
E gli utenti erano pochi.
Poi sono cresciuti gli utenti, le società hanno compreso che crescevano anche le lamentele, e oggi ormai la scritta "Contattaci"/"Contact us" è sempre più una rarità.
Più sono grandi le aziende, più complesso è divenuto il modo per contattarle. Alcune si sono dotate di perversi meccanismi di comunicazione, sempre più indiretti, per evitare ai propri dipendenti di perdere tempo con Internet, con le richieste inopportune. L'ottima scusa di "creare una comunità" ha indotto molte di queste a installare dei forum di discussione fra gli utenti, su cui intervenire di tanto in tanto. Così chi scrive magari trova le risposte da altri utenti, ma soprattutto si sente nella possibilità di "sfogarsi". Più realisticamente una lavagna bianca data a un pittore di murales, eccezionalmente funzionale.

I contatti veri, umani, non di risponditori automatici, si possono ancora avere per telefono. Magari su una linea a tariffazione speciale, dove un minuto di attesa (o di conversazione) costa quanto una bibita al bar.
Vi sfido ad annotare quanti siti siano divenuti veramente più ricchi di contenuti utili. Ormai lo scopo informativo tende ad azzerarsi, al confronto di quello pubblicitario.
Consultate il sito di un grande produttore, per cercare aiuto su un articolo che vi crea problemi, e siete assediati dalle pubblicità su quanto siano meravigliosi, portentosi, i nuovi ammennicoli. Ma arrivare ad un'informazione non pubblicitaria è un'impresa, dietro i filtri che vi chiedono anche il vostro certificato di nascita, vogliono sapere tutto quello che può servire al marketing. Lì dentro siete ormai un fenomeno da studiare, non persone da ascoltare.
Forse l'espressione "Contattaci" potrebbe essere sostituita con "Dicci chi sei, non cosa vuoi: quello te lo diremo noi".

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