venerdì, aprile 14, 2006

Mondi perfetti

Non nascondo mai la mia irritazione, nel leggere il weblog del signor Beppe Grillo.
Irritazione data principalmente da un motivo: il fatto che fra lui e le persone che denuncia, non ci sia poi molta differenza. Cerco di spiegarlo.

Spesso richiama a sé dei fenomeni che sono sotto gli occhi di tutti, come l'inquinamento o altre disattenzioni della politica.
Il punto è che il modo in cui lo fa, riprende esattamente l'ottusità, il populismo, delle stesse persone che contesta.
La prima denuncia è di fenomeni descritti come "in Europa/Olanda/Germania/ecc. le cose sono fatte meglio". Ci racconta di paesi stranieri, come se solo sapendolo tutti gl'italiani volessero istantaneamente imitarli. In realtà, alla fine, sorte l'effetto esattamente opposto.
Perché gl'italiani non sono soltanto un altro popolo (e passo oltre alla mia opinione, ché sarebbe assai dura), ma pur di sentire la propria identità nazionale, preferiscono essere diversi da tutti quelli che cita. Quanto diversi? Anche più idioti, testardi, cocciuti, pur di essere diversi, di rimarcare la loro appartenenza.

Quindi trovo irritante che mi elenchi in quali nazioni europee la segnaletica stradale è stata rimossa agli incroci, per dare responsabilità agli automobilisti, nei confronti dei pedoni.
Qui, se prima non si cambia la mentalità della gente, non ha alcuno scopo cambiare le leggi.
Ecco perché quando leggo gli articoli del signor Grillo mi sento offeso, come dalle leggi emozionali che si promulgano continuamente. Una massa di provvedimenti, di regolamenti, che finiscono per divenire inapplicabili: c'è già una valanga di politici (vecchi e nuovi) pronti a scrivere leggi per metterci il proprio nome, e questo signore, con la scusa della comicità, vuole mettere anche lui il suo. Non ci spiega come applicherà le leggi che propone, non ci dice in quale nazione le veda applicabili seriamente -- e per favore, che non ci dica l'Italia, perché si passerebbe dalla comicità al suo parossismo, per non dire di peggio.

Il mondo perfetto, di questi teologi dell'ecologia, dei governanti del paese dei balocchi, non è qui.
E c'è un motivo: è inutile che ci dica come dipenda solo da chi governa, dipende da tutti.
L'arroganza con cui insiste sulle sue posizioni, me lo rende antipatico anche in quello che concordo con lui: non mi sorprende che finisca per esserlo infine con chi è in disaccordo.

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