mercoledì, febbraio 27, 2008

Informateci, informatici

Parlare della scienza dei calcolatori fa pensare a qualcosa di puramente tecnico, mentre nel quotidiano si tratta sempre più di sconfinamenti in ogni settore.
Il settore economico è inevitabile, visto che buona parte dello sviluppo informatico è ancora oggi una risorsa finanziaria. Credo che la visione del software come qualcosa di sempre libero, in qualsiasi settore, rimanga applicabile solo in contesti ben circoscritti.
L'esempio va in fondo visto al contrario: partiamo da qualcosa di apparentemente libero, gratuito, come uno sport o un hobby. Quando questo diventa di larga e importante diffusione finisce sempre per essere permeato da interessi economici. Figurarsi se sia poi possibile invertire il processo, de-finanziando un processo economico (come lo sviluppo del software) rendendolo solo ed esclusivamente gratuito.
Il denaro è in fondo parte di un fenomeno osmotico, che tende a vederlo diffuso in modo più o meno uniforme nelle attività umane. Purtroppo non segue la diffusione uniforme la quantità di denaro, ma questa è un'altra storia.
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Scrivevo le parole sopra ieri, leggendo della (nuova) multa comminata a Microsoft, dalla commissione antitrust europea. Ben 899 milioni di Euro, per aver continuato ad ignorare la precedente sentenza, secondo cui avevano sborsato 497 milioni di Euro.
I motivi sono semplici, triti e ritriti. L'abuso di posizione dominante, ai danni di altri produttori, ma sicuramente ai danni degli utenti.
Ho letto qualche commento in cui i sostenitori della causa Microsoft affermano che in fondo è poca cosa, rispetto ai guadagni annuali dell'azienda, e che sicuramente caricherà i costi legali e le multe sugli utenti finali. Se è veramente così, allora non è certo motivo di rassegnazione, quanto di maggiore indignazione: chi può fermare un egemone americano? La legislazione europea, perlomeno, che speriamo rinnovi ancora le multe aumentandole di un ordine di grandezza: magari in quel modo saranno valutate più attentamente.
Ma ne riparlerò in seguito.

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